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"La bella estate" di Agostino Rocco tra classicità e contemporaneità

 L’artista padovano Agostino Rocco presenta per la prima volta nella sua città natale la mostra personale La bella estate, ospitata negli spazi di AD Dal Pozzo Galleria d’Arte e curata da Roberto Nardi. 

Un percorso espositivo in cui la grande tradizione pittorica incontra elementi inattesi, deformazioni e dettagli ironici. Attraverso dipinti e sculture in ceramica, l’artista costruisce un dialogo tra epoche differenti, sovrapponendo alla memoria del passato lo sguardo dissonante della contemporaneità.

Ad accompagnare il racconto, le parole dello stesso Agostino Rocco, che svelano suggestioni, riferimenti e passaggi alla base della sua ricerca. 

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Una collezione intima, nata lontano dallo spazio espositivo

Le opere riunite nella mostra appartengono a una dimensione particolarmente personale della ricerca di Agostino Rocco. Sono lavori nati senza essere necessariamente destinati all’esposizione, quasi una collezione privata costruita nel tempo attraverso immagini, suggestioni e riferimenti provenienti dalla storia dell’arte.

«Le opere in mostra rappresentano quasi una mia collezione privata. Non erano state pensate necessariamente per essere esposte e nascono dalla rielaborazione della pittura classica, dal Seicento francese fino ad alcuni lavori del Settecento italiano. Il punto di partenza è una conoscenza profonda dei linguaggi della tradizione».

 

Agostino Rocco Padova Galleria esposizione

 

Quando il presente irrompe nella pittura classica

All’interno di scene appartenenti a un’altra epoca compaiono dettagli capaci di interromperne l’equilibrio. «Cerco di essere particolarmente fedele agli artisti di riferimento nella struttura, nella pennellata e nello stile. In questo modo acquistano maggiore rilevanza le intrusioni: deformazioni ed elementi più o meno ironici, come un calzino da tennis ai piedi di un personaggio seicentesco o un piercing completamente anacronistico».

Il contrasto tra passato e presente genera così un cortocircuito visivo: immagini costruite secondo i canoni della pittura antica vengono attraversate da presenze inattese, familiari e stranianti allo stesso tempo.

 

 

Dalla pittura alla scultura in ceramica

La ricerca presentata in La bella estate si estende anche ad una serie di sculture in ceramica. Il progetto nasce dal desiderio di superare la funzione tradizionale del materiale, interpretando la ceramica non come semplice oggetto, ma come autentico linguaggio scultoreo.

«Ho iniziato questo percorso insieme a Dario Bronzini. Fin dall’inizio abbiamo voluto considerare la ceramica non tanto come vaso, ma come scultura. Le opere richiamano modelli antichi, come i tradizionali vasi cinesi, ma vengono trasformate attraverso suggestioni provenienti da immaginari differenti. Stampe seicentesche, fiori e motivi naturali dal carattere barocco si sovrappongono alle superfici».

 

 

Dipinti e sculture si incontrano così in un unico racconto, nel quale la storia dell’arte non è una presenza da osservare a distanza, ma una materia viva da rielaborare, deformare e riportare nel nostro tempo.

La bella estate, a cura di Roberto Nardi, è visitabile per tutta l’estate presso AD Dal Pozzo Galleria d’Arte a Padova. Un invito a scoprire l’universo di Agostino Rocco, tra fedeltà alla pittura classica, ironia contemporanea e dettagli che incrinano ogni apparente certezza.

 

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Maria Vittoria Zaccaria

Scritto da Maria Vittoria Zaccaria

Laureata in Marketing, Consumi e Comunicazione, si occupa di marketing con focus sul mondo del design. Appassionata di contenuti e storytelling, fa della narrazione una leva strategica per valorizzare brand e progetti.

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